2 febbraio 2016 - Daallo Airlines 2 febbraio 2016 - Daallo Airlines Daallo Airlines - Nuovi ordigni e nuovi pericoli da non sottovalutare. EDITORIALE DI AVIATION SECURITY INTERNATIONAL – FEBBRAIO 2016

Daallo Airlines - Nuovi ordigni e nuovi pericoli da non sottovalutare.

EDITORIALE DI AVIATION SECURITY INTERNATIONAL – FEBBRAIO 2016

Il 13 novembre 2009 il mondo ha prestato scarsa attenzione all’arresto di un 35enne somalo, Abdi Hassan Abdi, che era l’ultimo passeggero in coda per il volo della Daallo Airlines da Mogadiscio verso una città a nord della Somalia, Hargeisa, con coincidenze per Gibuti e Dubai. Aveva una siringa con un liquido verde all’interno, una busta di plastica con 600 grammi di nitrato di ammonio e mezzo litro di acido solforico concentrato in una bottiglia di plastica. Quando fu scoperto al controllo di sicurezza (veramente impressionante) il passeggero tentò di corrompere la security in modo da poter passare oltre.

Nonostante le autorità africane riconobbero che questo era qualcosa di nuovo ed efficace per infiltrare un ordigno esplosivo a bordo di un aereo, la maggior parte del resto del mondo dimenticò l’episodio oppure lo cancellò in quanto di scarsa rilevanza per l’industria aerea globale.

Sei settimane dopo l’incidente della  Daallo Airlines del 2009, Umar Farouk Abdulmutallab tentò di distruggere un aereo della Northwest in rotta da Amsterdam a Detroit usando un dispositivo simile nascosto nei suoi slip.

  

Il 2 febbraio 2016, di nuovo un volo della Daallo Airlines partì da Mogadiscio, ma questa volta un dispositivo esplosivo era riuscito ad arrivare a bordo dell’aereo. La copertura dei media fu più ampia: abbiamo fotografie che ritraggono l’aero con un foro laterale – simile a quello del volo della TWA nel 1986 -  e dei video dell’aereo mentre vola dopo l’esplosione. Abbiamo anche riprese dai circuiti delle telecamere che mostrano il momento in cui il ‘bombarolo’ riceve il computer che presumibilmente conteneva lo IED.

Alcune compagnie aeree occidentali operano verso la Somalia e sarebbe facile relegare questo episodio a qualcosa di regionale, ma ciò sarebbe non vedere in prospettiva.

Questi sono degli incidenti su cui dovremmo dirigere la nostra attenzione perché sono dei test di cui non consideriamo le conseguenze.

I report iniziali indicano che il volo della Daallo Airlines non era il vero target e che il passeggero che portò l’ordigno a bordo, Abdullahi Abdisalam Borle, aveva un biglietto della Turkish Airlines. Il tempo inclemente causò la cancellazione del volo della Turkish Airlines per Mogadiscio quel giorno e la compagnia si accordò con la Daallo per trasportare i passeggeri fino a Gibuti, dove poi coloro che avevano connessioni avrebbero potuto imbarcarsi su un altro volo della Turkish. Il tempo ci dirà se Borle era un terrorista suicida o un individuo ingenuo raggirato per trasportare un computer a bordo – pensando forse che nascondesse droga. Se era un suicida ed aveva il controllo della detonazione, non era molto bravo nel suo lavoro poiché l’A321 era solo a 11mila piedi al momento dell’esplosione. Se l’esplosione è stata in grado di provocare un foro nella fusoliera dell’aereo, da cui Borle è stato risucchiato fuori, allora (come nel volo della TWA 840 del 1986) il differenziale della pressione in cabina a bassa quota non era sufficiente affinché l’aereo potesse disintegrarsi. Le immagini delle telecamere mostrano Borle mentre riceve il computer da due dipendenti aeroportuali – non certo dei geni dal momento che hanno lasciato che le telecamere li riprendessero – dopo aver passato il controllo di sicurezza.

Ancora una volta lo spettro della minaccia interna mostra la sua faccia terribile. Non siamo frettolosi nell’archiviare questo episodio con un ‘che cosa ti aspetti in Somalia’. E’ vero che al-Shabaab, i potenziali autori dell’attacco, stanno conducendo una guerra contro il governo somalo e in modo specifico stanno prendendo di mira interessi turchi nel paese su base regolare, con la frequenza di attacchi ben maggiori rispetto a quelli perpetrati da altri affiliati di al-Qaeda nel mondo occidentale.

Comunque la conseguenza è che la security a Mogadiscio è presa molto seriamente; noi non dovremmo dimenticare che l’attacco del 2009 fu sventato grazie alla qualità delle operazioni di screening. Ad Amsterdam abbiamo fallito.  

La lezione non è tanto nel contesto della minaccia, quanto nella preparazione generale degli individui nell’ottenere lavori in aree ad accesso limitato ed utilizzare i loro lasciapassare per commettere o facilitare atti di terrorismo atroce.

Dopo i voli della Metrojet, Daallo Airlines e persino Germanwings, ogni aeroporto, compagnia aerea e regolatore deve considerare quali passi fare per ridurre la propria vulnerabilità verso gli attacchi interni.

Dobbiamo anche considerare la capacità delle nostre controparti all’estero e valutare i passi che fanno per assicurare che soltanto persone adeguatamente controllate abbiano accesso ai voli verso di noi. Nel caso di dell’Aeroporto Internazionale Aden Adde di Mogadiscio sembrerebbe che questa sia un’area di forte preoccupazione. Il comandante della Daallo Airlines, Vlatko Vodopivec, è stato intervistato dalla Associated Press e ha detto "La sicurezza è pari a zero. Quando parcheggiamo l’aereo in quell’aeroporto arrivano dalle 20 alle 30 persone sul tarmac.” Egli afferma che, “Nessuno ha un tesserino o un giubbetto ad alta visibilità. Arrivano e poi lasciano l’aereo e nessuno sa chi è chi.” Se è così è il caso di chiedersi come mai la Daallo Airlines – la compagnia di bandiera della Repubblica di Gibuti con base a Dubai – non ha una propria sicurezza privata a terra dal momento che il suo equipaggio è così preoccupato per la mancanza di sicurezza nell’airside, e perchè Hermes Airlines (che ha noleggiato l’Airbus alla Daallo) non ha insistito per applicare misure aggiuntive per proteggere il proprio aereo e i membri d’equipaggio. Sebbene la Somalia non sia più lo stato senza legge che era, gli attacchi terroristici sono molto frequenti. La Turchia ha fornito 400 milioni di dollari americani per aiutare la Somalia in anni recenti ed è attualmente coinvolta in un enorme programma per costruire basi di addestramento militare e fornirne l’addestramento. Per al-Shabaab questo fa dell’investitore estero un legittimo target. Infatti il 5 gennaio di quest’anno degli uomini armati hanno attaccato un’area che ospita delle persone di nazionalità turca vicino all’aeroporto, con la conseguenza che una persona è morta ed un’altra è stata ferita. E il 21 gennaio 26 persone sono state uccise quando i militanti suicidi di al-Shabaab hanno circondato il Beach View Hotel and Café di Mogadiscio ed il ristorante Lido Seafood.

Un giorno prima della bomba sul volo della Daallo Airlines il governo federale della Somalia ordinò a tutte le compagnie aeree operanti tra Mogadisciio e Hargeisa (che è la rotta presa di mira nel tentato attacco del 2009) di fermare le loro operazioni in quell’area. Ciò era dovuto alla tensione tra il governo centrale della Somalia e la scissione della regione di Somaliland, dove si trova Hargeisa. Il governo parlò di preoccupazioni riguardo alla sicurezza. Se l’esplosione sul volo della Daallo è relazionata alla Somaliland oppure no le loro preoccupazioni divennero realtà e l’industria ha avuto fortuna. Per la comunità globale, prendiamo nota ed evitiamo la compiacenza. Applicare servizi di sicurezza efficaci è più facile quando si devono affrontare attacchi quotidiani e i soggetti interessati investono nel regime di sicurezza e nelle relative procedure dal momento che sono consapevoli della propria vulnerabilità. Non abbiamo prestato attenzione alla lezione del precedente incidente della Daallo Airlines.

Forse questa volta affronteremo la sfida e vedremo l’incidente del 2016 rilevante quanto quello della Metrojet e della Germanwings.