Il caso Anne-Marie Murphy Il caso Anne-Marie Murphy Il caso Anne-Marie Murphy (Israeli Security Agency)

Il caso Anne-Marie Murphy

(Israeli Security Agency)

Giovedì, 17 aprile 1986 all’Aeroporto Internazionale di Londra Heathrow gli agenti dell’ El Al sventarono un tentativo per far esplodere un aereo dell’El Al .  

 Un’analisi del meccanismo a tempo, dopo che fu scollegato dall’esplosivo, rivelò che si voleva far esplodere l’aereo a circa due ore e un quarto dopo la sua partenza per Israele, ad un’altezza di 39.000 piedi.

 Il piano consisteva nel collocare esplosivo nelle stive dell’aereo; l’esplosivo doveva essere trasportato da un’innocente passeggera raggirata e totalmente inconsapevole di ciò. 

A Londra gli agenti della sicurezza El Al fermarono l’esplosivo nascosto e sventarono l’attacco terroristico. Dopo la scoperta dell’esplosivo, subentrarono le autorità locali e arrestarono la passeggera; arrestando più tardi anche l’uomo che l’aveva mandata, un arabo giordano di nome Nizar Hindawi.

 La passeggera, una donna irlandese di 32 anni, che era incinta di sei mesi, arrivò al banco di check-in a circa 40 minuti dalla chiusura. Fu avvicinata e intervistata da un addetto della sicurezza come parte dei controlli di routine dei passeggeri.

 Non furono rilevati segni sospetti durante il questionario. La passeggera, che dava l’impressione di essere una donna semplice, rispose negativamente quando le fu chiesto se avesse ricevuto qualcosa da portare in Israele. Durante il questionario era calma e non rivelava alcun segno di nervosismo. Nel controllo del suo bagaglio vennero alla luce dei segni sospetti: fu trovata una calcolatrice elettronica Commodore con un cavo elettrico; il bagaglio destò sospetto per il suo peso inaspettato. Il controllo da parte dell’addetto alla security rivelò dell’esplosivo nascosto nel fondo del bagaglio, al di sotto di un doppio rivestimento. Chiamò la polizia e la passeggera fu arrestata.

L’analisi della bomba da parte della polizia locale rivelò un detonatore all’interno della calcolatrice Commodore rivestita di esplosivo plastico tipo Semtex, connesso ad un dispositivo a tempo elettronico che avrebbe dovuto attivare a sua volta la carica esplosiva maggiore nascosta all’interno del bagaglio.
Un esame del meccanismo a tempo, dopo averlo scollegato dall’esplosivo, rivelò che l’aereo era destinato ad esplodere circa due ore e un quarto dopo il decollo verso Israele, ad un’altezza di 39.000 piedi, quando sarebbe stato in volo tra l’Italia e la Grecia.

 Il collegamento siriano di Hindawi

L’interrogatorio di Anne-Marie Murphy rivelò che aveva incontrato un giordano di nome Nizar Hindawi circa due anni prima. Egli si presentò come giornalista e tra i due iniziò una relazione. Ci furono alti e bassi, dato che Hindawi non risiedeva nel Regno Unito in modo permanente. Nell’aprile del 1986, quando si incontrarono di nuovo, lui scoprì che lei si trovava in avanzato stato di gravidanza come risultato della loro relazione. Lui suggerì che avrebbero potuto sposarsi e che avrebbero potuto trascorrere il viaggio di nozze in Israele. Le diede una somma di denaro per comprare vestiti, passaporto ed un biglietto aereo per Israele. Le disse poi che, poiché giordano, non avrebbe potuto viaggiare con lei, ma avrebbe volato in Giordania e da lì si sarebbe spostato via terra in Israele per incontrarla all’Aeroporto Internazionale Ben Gurion.

 La sera prima del volo Hindawi arrivò a casa di lei con un grande bagaglio e la aiutò a preparare le sue cose. Durante il tragitto in aeroporto notò che lui stava rovistando nel bagaglio di lei: più tardi si scoprì essere stato questo il momento in cui fu connessa una batteria alla Commodore e la si attaccò al fondo del bagaglio vicino alla carica principale.

 L’interrogatorio del terrorista Hindawi e di altri individui arrestati durante il caso rivelarono che dietro al piano c’erano i siriani, tramite membri della loro ambasciata di Londra. Alcuni uomini dell’intelligence dell’aeronautica siriana portarono il bagaglio, dove più tardi fu messo l’esplosivo, dalla Siria al Regno Unito, con Syrian Airlines. Questi siriani prepararono anche una infrastruttura operativa a Londra, compreso un appartamento sicuro usato per briefing, preparazione e fuga dopo l’attacco. L’interrogatorio di Hindawi rivelò che era stato legato all’intelligence siriana fin dagli anni 80, così come due funzionari anziani dell’amministrazione security delle forze aeree siriane.

 Nel febbraio 1986 uno dei due, Haytham Sa’id, propose ad Hindawi di collocare una bomba su un volo dell’ El Al. Hindawi ricevette istruzioni dettagliate da Sa’id riguardo a come posizionare la bomba. Sa’id poi consigliò Hindawi di usare una donna per portare la bomba a bordo, spiegando che una donna avrebbe destato meno sospetti. Ad Hindawi furono promessi $250,000 per portare a termine la missione.

 Hindawi decise di usare la sua fidanzata, Anne-Marie, per portare a bordo dell’aereo dell’El Al il bagaglio. Le fece la proposta di matrimonio il 7 aprile 1986 e le suggerì di tenere il matrimonio e anche il viaggio di nozze in Israele. Il 16 aprile Hindawi aiutò la fidanzata a preparare il bagaglio. Il giorno successivo l’accompagnò all’aeroporto. Lungo il tragitto attivò il meccanismo esplosivo della bomba.

 Hindawi ritornò al suo hotel dopo essersi congedato dalla Murphy ed attese per la navetta dell’equipaggio della Syrian Airlines che lo avrebbe portato all’aeroporto da dove sarebbe partito per la Siria. Quando la navetta arrivò uno dei membri dell’equipaggio lo informò che Anne-Marie Murphy era stata arrestata all’aeroporto. Istruì Hindawi di chiamare un taxi e di andare immediatamente all’ambasciata siriana. L’uomo diede ad Hindawi una busta sigillata e lo istruì per darla all’ambasciatore siriano in persona.

Quando l’ambasciatore lesse la missiva istruì Hindawi per andare con due siriani nell’appartamento sicuro di Londra. Hindawi fu tenuto nell’appartamento fino al mattino successivo, quando i due siriani tornarono di nuovo per riaccompagnarlo all’ambasciata. Hindawi sospettò che fossero venuti per ucciderlo. Scappò e chiamò suo fratello, il quale chiamò la polizia. Hindawi fu arrestato. Nel momento dell’arresto aveva un passaporto siriano.

 L’appartamento in cui Hindawi era stato tenuto era quello di una guardia dell’ambasciata siriana e i siriani che lo controllavano erano guardie dell’ambasciata. I tre furono espulsi dal Regno Unito. Una perquisizione della polizia britannica dell’appartamento rivelò i falsi documenti di Hindawi insieme a documenti ufficiali dell’ambasciata siriana.

 Il processo e le conseguenze

Anne-Marie Murphy non fu processata. Nizar Hindawi fu condannato il 25 ottobre 1986 a 45 anni di carcere. Durante il processo il suo avvocato difensore tentò di affermare che l’intero affare era una provocazione del Mossad e che il Mossad stesso aveva posizionato la bomba in modo che fosse ‘scoperta’ e potesse guadagnare capitale politico contro la Siria. L’agente  della security che testimoniò al processo sotto il nome di Signor A., nascosto dall’audience e dai giornalisti da una tenda, fu costretto a negare che era un agente del Mossad e anche che era stato lui stesso a nascondere la bomba nel bagaglio di Anne-Marie Murphy nel corso del controllo di sicurezza…

 Il risultato dell’affare Hindawi fu che la Gran Bretagna tagliò i suoi legami con la Siria. La scoperta dell’esplosivo sventò un attacco terroristico a Londra e salvò le vite di 395 persone tra passeggeri e membri d’equipaggio. Il primo ministro israeliano dell’epoca, Shimon Peres, affermò più tardi che, se l’attacco fosse stato compiuto con successo, lo stato d’Israele sarebbe stato costretto ad entrare in guerra contro la Siria come risultato del ruolo siriano nell’attacco.

  Una rara coincidenza

Questo incidente avvenne a Londra meno di sei mesi dopo che l’apparato di sicurezza di El Al era stato messo alla prova: il 27 dicembre 1985 due gruppi di terroristi attaccarono contemporaneamente gruppi di passeggeri di El Al negli aeroporti di Roma e Vienna.

 Gli attacchi furono sventati a Roma con la morte di tre terroristi e l’arresto di un quarto che  fu ferito. A Vienna un terrorista fu ferito ed due arrestati. Durante l’incidente di Vienna i funzionari della security di El Al e le guardie condussero un rovente inseguimento dell’auto dei terroristi, insieme alla polizia locale. Nei due incidenti furono uccisi sedici civili, incluso un passeggero di El Al, e 120 furono feriti, inclusi 7 dipendenti di El Al, 4 vice responsabili della security e una guardia.

 Si scoprì che c’era l’organizzazione di Abu Nidal dietro la pianificazione e l’esecuzione dei due attacchi; inoltre i terroristi erano partiti sia per Roma che per Vienna da Damasco, quartiere generale di Abu Nidal.  C’era una rara coincidenza tra questi incidenti e l’incidente di Londra: l’agente di security del volo di Londra fu coinvolto anche in quello di Vienna, dove stava lavorando come agente di backup nella locale stazione dell’El Al.

 Questi due incidenti riflettono i gradi di grande complessità nel campo della security e l’alto livello di esperienza richiesto per fornire una risposta alla varietà delle minacce: la preparazione e le rapide reazioni necessarie per una risposta immediata ad un attacco cominciato dall’avversario; così come una ‘guerra mentale’ tra apparati di security e organizzazioni terroristiche anelanti a trovare buchi nella sicurezza che possano essere usati per infiltrare dispositivi esplosivi per far esplodere gli aerei in volo, anche con l’inconsapevole aiuto di passeggeri vittime d’inganno.