News News LA PORTA DELLA CABINA DI PILOTAGGIO AVIATION SECURITY INTERNATIONAL APRILE 2015

LA PORTA DELLA CABINA DI PILOTAGGIO

AVIATION SECURITY INTERNATIONAL APRILE 2015

A 24 ore dal prematuro annuncio che Andreas Lubitz aveva intenzionalmente pilotato il volo  4U9525 della Germanwings contro le Alpi, le compagnie aeree, i legislatori ed i governi stavano annunciando l’introduzione di nuove regole per cui nessun pilota sarebbe stato mai più lasciato solo in cabina di pilotaggio. La cosiddetta ‘regola dei due’ richiede che il pilota che desidera uscire dal cockpit chiami un altro membro d’equipaggio, di solito un assistente di volo, in cabina di pilotaggio, che entri in cabina e stia lì mentre il pilota è fuori. Sembra semplice e chiaro…ma non lo è! Prima di considerare la praticabilità del nuovo requisito, la risposta d’impulso dimostra una gestione del rischio estremamente scarsa da parte dell’industria.  Innanzitutto eravamo tutti ben consapevoli dei rischi che un pilota suicida potesse chiudersi nel cockpit; le compagnie aeree che non avevano adottato la ‘regola dei due’ prima dell’incidente della Germanwings non potevano – o almeno non avrebbero potuto – ignorare la perdita di un aereo della LAM Mozambique Airlines dovuto all’atto deliberato di un pilota suicida nel novembre del 2013. E, fosse sfuggito quell’evento, di sicuro devono avere preso in considerazione le implicazioni delle azioni di un pilota dell’ Ethiopian Airlines nel febbraio 2014. L’improvvisa introduzione della ‘regola dei due’, al posto di una raccomandazione, è significativa del nostro approccio alla sicurezza aerea e la nostra tendenza a ignorare eventi che accadono al di là dell’Europa e del Nord America. Ci sono tempi in cui una veloce revisione delle procedure è necessaria, specialmente quando viene scoperto un complotto terroristico e sono richieste le contromisure relative al modus operandi dell’attacco sventato. Eppure la salute mentale dell’equipaggio è stata a lungo una tacita preoccupazione e non c’era una probabilità maggiore di un atto di suicidio a bordo di un aereo il giorno dopo la perdita del volo Germanwings rispetto al giorno prima. Nel 2011 Robert Brown, un pilota della British Airways che aveva ucciso la moglie, ammise al suo stesso processo che “Pensavo che se fossi andato a lavorare avrei potuto far schiantare un aereo, oppure volare a Lagos e schiantarmi lì, oppure avrei potuto impiccarmi in una stanza di hotel”, mentre spiegava come intendeva evitare l’arresto.  Era un pilota di B-747 e fortunatamente aveva telefonato per richiedere un giorno di malattia per il giorno seguente invece di volare. Molte compagnie aeree hanno a lungo operato con la ‘regola dei due’. Molto è stato scritto circa il fatto che i vettori americani seguono questa procedura, sebbene sia importante notare che il loro ragionamento è basato sulla safety e sulla praticità più che su un metodo per sopraffare un pilota suicida. A bordo di un aereo dove non ci sono telecamere attraverso le quali i piloti possano vedere che cosa succede al di fuori della porta del cockpit, nel caso in cui un pilota esca dal cockpit, l’altro pilota dovrebbe lasciare il posto – e quindi i controlli – per poter vedere attraverso lo spioncino e consentire al collega di rientrare; per tale ragione un assistente di volo entrerebbe nel cockpit per occuparsi della porta. In verità la ‘regola dei due’ è da sostenere sia per ragioni di safety che di security. Comunque un pilota suicida, specialmente se armato (come sarebbe permesso negli Stati Uniti, e questa è un’ulteriore argomentazione da aggiungere alla lista presentata da coloro che si oppongono al programma federale americano dell’ufficiale in cockpit), potrebbe certamente neutralizzare i colleghi, se seguiamo questo ragionamento non si dovrebbe mai consentire il caso in cui due piloti lasciati soli ne lascino un terzo solo in cabina! Più attinente al punto, l’introduzione di un altro membro d’equipaggio in cabina di pilotaggio potrebbe far sì che un pilota tendente al suicidio ci pensi due volte prima di compiere l’atto e ciò sicuramente accresce le possibilità di ricevere aiuto dall’esterno della cabina di pilotaggio dovesse essere necessario. Ma…ed è un grande ma…la ‘regola dei due’ non può essere introdotta nel tempo di una notte. Perché? Perché c’è anche una ‘regola dei tre’. Il rafforzamento della porta del cockpit dispiegata come conseguenza dei fatti dell’11 settembre fu disegnata e impiegata – con enormi spese – in modo da prevenire che terroristi suicidi guadagnassero l’accesso al cockpit. Perché quell’investimento sia veramente efficace dobbiamo anche limitare il tempo in cui la porta della cabina di pilotaggio rimane aperta. Molte compagnie aeree adottano la ‘regola dei tre’ laddove la porta non è mai aperta per più di tre secondi. Questo per prevenire un improvviso attacco nel cockpit da parte di dirottatori. Dove sono richiesti cambiamenti di equipaggio – un pilota esce ed un altro membro di equipaggio prende il suo posto – ciò non può essere fatto in tre secondi. Di conseguenza la procedura raccomandata è un processo di due step, laddove entra il rimpiazzo del membro d’equipaggio, allora la porta è aperta e a quel punto, una volta che la zona libera è stata controllata di nuovo, il pilota apre la porta ed esce. Questo porta alla formazione. Dicendo semplicemente alle compagnie aeree e agli equipaggi che devono adottare la ‘regola dei due’ senza spiegarlo con un addestramento adeguato avrebbe l’effetto di esporre le compagnie aeree alla minaccia che grazie alle porte si vuole prevenire. C’è già una noncuranza diffusa riguardo alle procedure della porta del cockpit, pertanto dobbiamo focalizzarci maggiormente nella riduzione delle aperture, bandendo le aperture su voli brevi (dove gli assistenti di volo stanno già lottando col loro carico di lavoro), e prendendo seriamente in considerazione l’utilizzo di barriere secondarie che facilitino l’uso da parte dei piloti delle toilet anteriori. Ciò comunque non si riferisce alla minaccia di un pilota suicida lasciato ai comandi. Dato che ci sono stati più atti di suicidio aereo assistito rispetto a dirottamenti in stile 11 settembre, la porta rinforzata della cabina di pilotaggio ha bisogno di un sistema di superamento…al di là del controllo del pilota. L’obiettivo primario della porta dovrebbe essere quello di ritardare, più che di prevenire in modo permanente, l’accesso. Dovessero esserci dirottatori suicidi a bordo, il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di tenerli fuori dal cockpit abbastanza a lungo da dare ai piloti la possibilità di dare l’allarme (sia via transponder a terra sia tramite un avviso PA in cabina) e posizionarsi in modo appropriato; in massa i dirottatori possono essere sopraffatti. Non possiamo garantire la sicurezza dei cieli, ma possiamo evitare di impiegare sistemi che sono fatti per renderci incapaci di rispondere. La ‘regola dei due’ è una citazione che potrebbe prevenire che un altro incidente stile Germanwings possa avvenire di nuovo; la soluzione reale sta nel ripensare la porta del cockpit.