Attacco all’aeroporto di Istanbul: la Turchia afferma che i terroristi provenivano da Russia e Asia centrale Attacco all’aeroporto di Istanbul: la Turchia afferma che i terroristi provenivano da Russia e Asia centrale Attacco all’aeroporto di Istanbul: la Turchia afferma che i terroristi provenivano da Russia e Asia centrale The Guardian

Attacco all’aeroporto di Istanbul: la Turchia afferma che i terroristi provenivano da Russia e Asia centrale

The Guardian

Tre stranieri – un russo, un uzbeco e un chirghiso – hanno compiuto la sparatoria e il triplo attacco suicida all’aeroporto Atatürk di Istanbul, hanno detto le autorità turche, ma rimane aperta la questione di come gli assalitori abbiano potuto superare diversi punti di controllo ed uccidere 43 persone (che poi sono diventate 45).

L’annuncio arriva mentre la polizia turca ha fatto dei raid contro sospette cellule dello Stato Islamico ad Istanbul e nella città sulla costa egea di Izmir, arrestando altri tre stranieri.

Le autorità turche, compreso il presidente, Recep Tayyip Erdoğan, credono che l’Isis sia responsabile dell’attacco del 28 giugno 2016 contro il terzo aeroporto più trafficato d’Europa, quello più funesto di una serie di omicidi ed esplosioni che ha scosso il paese quest’anno. Non c’è stata alcuna rivendicazione.  

La polizia turca ha identificato uno degli attentatori come Osman Vadinov, un ceceno del Dagestan entrato in Turchia con il suo passaporto russo circa un mese fa.

Uno degli attentatori suicidi all’Aeroporto Internazionale Ataturk di Istanbul alle camera di sicurezza:

 

La polizia ha detto che era entrato in Turchia da Raqqa, la roccaforte dell’Isis in Siria, almeno una volta prima del 2015 ed è sospettato di avere avuto legami con cellule jihadiste all’interno della Turchia.

Il quotidiano pro-governo Yeni Safak ha affermato che l’uomo sospettato di essere l’organizzatore dell’attacco era un comandante dell’Isis di origine cecena chiamato Akhmed Chatayev, descritto dal Diparttimento del Tesoro Americano come “il comandante del Battaglione Yarmouk, una fazione cecena dell’Isis.”

Si dice che Chatayev sia responsabile del reclutamento e dell’addestramento dei militanti dell’Isis che parlano russo e sia stato aggiunto alla lista del governo americano dei terroristi  più ricercati al mondo del 2015. E’ ricercato anche dal governo russo.

Le autorità turche non hanno confermato se Chatayev faccia parte delle attuali investigazioni sul triplice attacco suicida.  

Durante i raid del 30 giugno in 16 diversi luoghi di Istanbul, le forze di polizia hanno arrestato 16 persone, inclusi tre stranieri, hanno riportato i  mezzi d’informazione turchi. Il 29 giugno la polizia ha perquisito l’appartamento che i tre terroristi avevano dato in affitto nel quartiere centrale Aksaray di Istanbul, mettendo in sicurezza ‘dati digitali’ e ‘documenti legati all’organizzazione criminale’.

Fonti di polizia hanno detto che i terroristi avevano preso un taxi alle 20.45 ora locale da Aksaray all’aeroporto Atatürk. L’autista ha descritto i terroristi come calmi e affatto stressati.

L’assalto all’aeroporto Atatürk, che ha riaperto due giorni dopo, ha anche destato gravi domande riguardo i limiti della sicurezza in Turchia e l’attività delle cellule dell’Isis.  

Il personale della sicurezza privata che controlla le porte di entrata e di uscita del terminal delle partenze internazionali nel momento dell’attacco ha affermato che i terroristi hanno colto di sorpresa i funzionari di polizia all’interno dell’edificio.

 “Gli assalitori hanno scelto l’ora appena successiva all’iftar (il pasto serale alla fine di ogni giorno di Ramadan), così sono stati colti alla sprovvista”, ha affermato una guardia di sicurezza che vuole rimanere anonima.

“Molti dei poliziotti si sono nascosti quando un uomo armato ha attraversato la hall delle partenze in direzione della lounge VIP”.

Un collega ha aggiunto: “Che tipo di sicurezza è questa? Non mi sento sicuro qui. A Bruxelles hanno chiuso l’aeroporto per diversi giorni dopo l’attacco. Qui hanno riaperto immediatamente, come se nulla fosse successo. E’ tutta questione di profitti. A nessuno interessa la sicurezza.”

Sebbene sia stato uno degli attacchi peggiori sinora, l’attacco all’aeroporto Atatürk non è stato l’unico – in poco più di un anno 17 simili attacchi in utto il paese hanno portato alla perdita di 300 vite e il governo è sotto continua pressione.

Parlando dopo gli attacchi il primo ministro turco, Binali Yildirim, ha detto che non ci sono state carenze nella sicurezza dell’aeroporto, un commento che ha suscitato l’ira dei politici all’opposizione e dei commentatori.

Alcuni critici hanno detto che il coordinamento tra i vari dipartimenti della polizia e l’Agenzia Nazionale d’Intelligence (MIT) è stata ancora una volta insufficiente, sottolineando il fatto che il MIT aveva avvertito riguardo ad un possibile attacco suicida soltanto poche settimane prima dell’assalto.

Nihat Ali Özcan, un esperto di controterrorismo, ha affermato che sebbene ci siano cose da migliorare, nessun paese può sperare in  una sicurezza assoluta.

“Nessun paese è totalmente al sicuro da simili attacchi terroristici” ha affermato. “La Turchia è certamente in una posizione geografica sfavorevole e l’Isis è riuscita a stabilire una rete qui e trova reclute per la propria causa. Siamo di fronte ad una imponente sfida alla sicurezza.”

La Turchia è stata a lungo accusata di chiudere un occhio di fronte alla minaccia dell’Isis ai suoi confini e dentro il paese, e Ankara ha rifiutato un’azione militare contro il gruppo in Siria e Irak. Persino dopo che la Turchia si è aggiunta alla coalizione militare, guidata dagli Americani contro l’Isis ad ottobre 2014, essa è rimasta un membro dell’alleanza piuttosto esitante.

Comunque, dopo una serie di attacchi suicidi sul suolo turco, la Turchia ha intensificato il giro di vite sulle cellule dell’Isis in casa, facendo raid in diverse case e detenendo centinaia di persone, conducendo nel frattempo attacchi d’artiglieria alle frontiere su target dell’Isis in Siria.  

La Turchia ha anche rafforzato i suoi confini con Siria e Irak, sostanzialmente tagliando il numero dei combattenti stranieri e potenziali reclute dell’Isis che viaggiano attraverso il paese. Gli analisti dicono che questi cambiamenti nella politica hanno portato l’Isis a cercare vendetta verso Ankara.

“Tutti questi fattori hanno portato ad un importante cambiamento nel comportamento dell’Isis nei confronti della Turchia,” ha affermato Özcan. “Ma dopo che il governo ha aperto la base aerea di Incirlik all’allenza anti Isis lo scorso anno, il gruppo ha apertamente dichiarato guerra alla Turchia. Ci saranno probabilmente più attacchi simili a quello dello scorso martedì a Istanbul.”

Tra i morti identificati 23 sono turchi. Sei sauditi, due iracheni, un iraniano, un cinese, un giordano, un tunisino, un uzbeco e un iraniano, hanno detto le autorità turche.  

Cinque delle vittime turche erano poliziotti e altri guide turistiche in attesa dei loro client nell’area degli arrivi, due lavoravano nei servizi di terra e almeno uno era un tassista.