Dopo l’attacco a Bruxelles il mondo guarda ad Israele come un modello di sicurezza aeroportuale Dopo l’attacco a Bruxelles il mondo guarda ad Israele come un modello di sicurezza aeroportuale Dopo l’attacco a Bruxelles il mondo guarda ad Israele come un modello di sicurezza aeroportuale THE TIMES OF ISRAEL, 22 MARZO 2016

Dopo l’attacco a Bruxelles il mondo guarda ad Israele come un modello di sicurezza aeroportuale

THE TIMES OF ISRAEL, 22 MARZO 2016

In mezzo a una sequenza di attentati da parte di estremisti che ha preso di mira il cuore dell’Europa nell’ultimo anno i leader potrebbero dover far ricorso a misure più dure.

MOSCA. Le Autorità in Europa e nel mondo hanno rafforzato le misure di sicurezza negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, negli edifici governativi e in altri punti chiave dopo i mortali attacchi all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles.  

Mentre Bruxelles è blindata e il primo ministro francese afferma che l’Europa è ‘in guerra’, i leader europei hanno tenuto riunioni di emergenza sulla sicurezza e dispiegato più poliziotti, esperti di esplosivi, cani anti esplosivi e agenti in borghese, diffondendo anche alcuni avvisi riguardo ai viaggi in Belgio.

La tensione si è sentita dappertutto. Nella città di New York le autorità hanno dispiegato unità antiterrorismo aggiuntive in zone affollate e luoghi di transito.  

Dopo una sequenza di attacchi da parte di estremisti che hanno preso di mira il cuore dell’Europa nell’ultimo anno alcuni analisti dicono che l’Europa dovrà alla fine implementare un più elevato livello di sicurezza non solo negli aeroporti, ma anche nei ‘soft target’ come i centri commerciali (come fa da anni Israele).

Una foto presa dalle telecamere a circuito chiuso che mostrano i sospetti nell’attacco all’aeroporto di Bruxelles il 22 marzo 2016

“La minaccia che abbiamo di fronte in Europa è simile a qualla che ha Israele,” ha affermato Olivier Guitta, il direttore di GlobalStrat, una società di consulenza di sicurezza internazionale. “Siamo entrati in un’era in cui dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e prendere la sicurezza molto seriamente.”

Una forte critica verso la sicurezza belga è arrivata da Pini Schiff, un ex direttore dell’aeroporto israeliano di Ben Gurion, che è considerato tra i più sicuri al mondo. Dopo gli attacchi palestinesi ad aerei israeliani e passeggeri negli anni 70, i funzionari israeliani misero in piedi tutta una serie di livelli di sicurezza all’aeroporto di Tel Aviv; il che comporta che, se un potenziale terrorista supera un primo livello di sicurezza, sarà probabilmente catturato al successivo livello.

Schiff ha affermato che gli attacchi all’aeroporto di Bruxelles hanno segnato un ‘colossale fallimento’ della sicurezza belga e che ‘le possibilità che un attacco simile possa accadere in Israele sono davvero basse’.

Ci sono comunque alcuni che temono non possa essere fatto di più, realisticamente parlando.

“Il pubblico deve capire che se vogliamo continuare a vivere in una società libera dobbiamo rispondere in modo proporzionale, “ha affermato Simon Bennett, direttore della Civil Safety and Security Unit all’Università di Leicester, Inghilterra. “Secondo il mio parere la sicurezza aeroportuale è restrittiva quanto ragionevolmente può esserlo in una società libera.”

I vigili del fuoco arrivano in un perimetro di sicurezza posto in Rue de la Loi, vicino alla metropolitana di Maalbeek, a Bruxelles, il 22 marzo 2016

Philip Baum, autore di ‘Violenza nei cieli: una storia di dirottamenti ed esplosioni’ ha affermato che ‘far passare le persone attraverso più cerchi non è la risposta alla minaccia in continua evoluzione. Ha detto che il personale di sicurezza deve cominciare ad utilizzare l’analisi comportamentale per focalizzarsi sull’intenzione negativa. Ha detto anche che il personale ha bisogno di una migliore formazione, una maggiore flessibilità e si dovrebbe cominciare ad usare più animali.

“Si tratta di rendere la sicurezza meno prevedibile,” ha affermato Baum.

A Mosca il Ministro dei Trasporti Maxim Sokolov ha detto alle agenzie di stampa russe che le autorità ‘rivaluteranno la sicurezza’ negli aeroporti russi, sebbene le loro misure siano già tra le più dure in Europa.  Ci sono stati dei controlli obbligatori alle entrate degli aeroporti fin dall’attacco suicida del 2011 all’aeroporto Domodedovo di Mosca che uccise 37 persone.  

La sicurezza era elevata in tutti gli aeroporti parigini e agli aeroporti Gatwick e Heathrow di Londra, tra gli altri.

All’aeroporto di Roma Fiumicino i cani anti esplosivo sono stati impiegati nelle aree di check-in, mentre all’Aeroporto Malpensa di Milano la polizia su veicoli perlustra le aeree prima dei controlli di sicurezza.

In Germania il sistema statale ferroviario, la Deutsche Bahn, ha sospeso il suo servizio di treni veloci dalla Germania a Bruxelles, che si fermano alla città di frontiera di Aachen.

Nel frattempo l’operatore internazionale ad alta velocità, Thalys, ha sospeso il suo intero traffico giovedì scorso e ha avvisato i propri viaggiatori di posticipare i viaggi per Bruxelles. Lo scorso anno un attacco su un treno della Thalys tra Bruxelles e Parigi fu sventato da tre americani ed un bretone che viaggiavano su quel convoglio.

Anche l’Egitto ha affermato che sta aumentando la sicurezza, tramite alti funzionari della security che eseguono di persona i controlli di sicurezza negli aeroporti e in altre aree come gli hotel e i parcheggi.

L’Egitto ha lavorato per migliorare la propria sicurezza dopo che un jet russo precipitò dopo essere decollato dall’Aeroporto Internazionale di Sharm el-Sheikh nell’ ottobre del 2015 per opera di estremisti, uccidendo tutte le 224 persone a bordo. Mosca disse che era stato abbattuto da un dispositivo esplosivo e un ramo locale dello Stato Islamico rivendicò la propria responsabilità. 

In Grecia la polizia ha incrementato le misure di sicurezza negli aeroporti, nelle stazioni metropolitane e nelle ambasciate con agenti in divisa e in borghese. Ma la portavoce del governo Olga Gerovasili ha affermato che non ci sono misure di sicurezza aggiuntive prese per rifugiati e immigrati dopo gli attacchi a Bruxelles.

“Non stiamo facendo alcuna associazione tra le due questioni. Ciò significherebbe una sconfitta per l’Europa,” ha affermato.