FURTI NEGLI AEROPORTI TRA LADRI PENDOLARI, BORSEGGIATORI E BAGAGLI FORZATI Fly Orbit News, 18 ottobre 2016 FURTI NEGLI AEROPORTI TRA LADRI PENDOLARI, BORSEGGIATORI E BAGAGLI FORZATI Fly Orbit News, 18 ottobre 2016

FURTI NEGLI AEROPORTI TRA LADRI PENDOLARI, BORSEGGIATORI E BAGAGLI FORZATI

Fly Orbit News, 18 ottobre 2016

Li chiamano ladri pendolari o ladri duty free: la sostanza non cambia, sono ladri che colpiscono sistematicamente le aree di imbarco degli aeroporti.

Il modus operandi è molto semplice: viaggiano su voli low cost con valigie vuote, sbarcano e – senza passare per i controlli di sicurezza – rimangono nell’area imbarchi e riempiono le loro valigie di prodotti rubati.

Poi, completato l’imbarco, tornano nella città d’origine carichi di profumi, tabacchi, alcolici, cosmetici, vini, cravatte e altri accessori rubati. Semplice e geniale.

Il focus sull’Italia: furti nei duty free

Riguardo ai furti negli aeroporti, la casistica in Italia è molto vasta, il principale scalo italiano, quello di Roma Fiumicino sembra essere il terreno di conquista più favorevole per i ladri.

Qualche settimana fa, due donne residenti a Valencia, di nazionalità armena e lettone, sono strate arrestate per aver saccheggiato un negozio duty free.

Sempre a Fiumicino i carabinieri hanno fermato un senegalese che, uscito dal carcere di Firenze con il permesso di scontare i domiciliari nella sua casa di Torino, ha pensato bene di rubare profumi per 3000 euro e cercare di imbarcarsi per Parigi.

Le immagini dei furti nello scalo di FIumicino; Credits: Polizia di Stato

Anche in Lombardia non mancano casi: l’aumento dei furti nelle attività commerciali ha favorito l’intensificarsi dei controlli che hanno permesso di bloccare un cittadino romeno a Malpensa il quale – saccheggiato il duty free del Terminal 1 per quasi 8mila euro – è stato fermato mentre tentava di imbarcarsi per Madrid.

Presso l’abitazione di un albanese, invece, la Polizia di Frontiera di ha rinvenuto utensili ed attrezzi da cantiere, trafugati dal reparto manutenzione dell’Hotel Sheraton di Malpensa a metà settembre, per un valore di circa 3mila euro.

Nella base Ryanair di Orio al Serio di Bergamo, la Polaria ha sventato il furto di 64 confezioni di profumo, per un valore di circa 6mila euro compiuto da tre cittadini rumeni: servendosi del sistema di sorveglianza, gli inquirenti hanno smascherato l’operato dei tre stranieri, i quali si servivano del bagno dei disabili per depositare temporaneamente la merce e che, per sfuggire al sistema antitaccheggio, utilizzavano fogli di alluminio per non far risultare la refurtiva sui monitor.

Infiltrati e magazzinieri, l’operazione Stive pulite

Per questo tipo di operazioni non mancano le talpe. Due dipendenti del Ls travel retail Roma, il magazzino di stoccaggio che rifornisce i Duty Free e Duty Paid degli scali romani, sono stati accusati di furto per un valore di oltre 5000 euro.

Ancora più clamoroso il caso dell’impiegato corrotto di Aeroporti di Roma, che fungeva da basista per favorire una banda che per tre notti consecutive ha saccheggiato il magazzino e ha portato via prodotti per circa 750mila euro utilizzando anche tre mezzi aeroportuali.

Non va meglio all’aeroporto internazionale di Tirana, in Albania, molto frequentato da turisti italiani (quasi 1,5 milioni nel 2015) dove, il 30 giugno scorso, un commando di quattro uomini è entrato da uno dei varchi, ha raggiunto un aereo in sosta pieno di passeggeri, ha assaltato il portavalori parcheggiato sottobordo e – in soli quattro minuti e senza sparare un sol colpo – ha abbandonato lo scalo con un bottino di oltre un milione di euro. Il tutto sotto l’occhio delle telecamere di sicurezza, monitorate da conniventi dei delinquenti (stando ad alcune deposizioni anonime).

Un furto ripreso dalle telecamere di Stive Pulite; Credits: Polizia di Stato

In Italia nel 2013 la Polizia ha compiuto  l’operazione Stive pulite, che ha coinvolto circa 400 uomini e ha portato all’arresto di 29 dipendenti aeroportuali e al fermo per altri 57.

I furti in esame sono stati circa 100 negli scali di Lamezia Terme, Bari, Bologna, Milano Linate, Napoli, Palermo, Verona e Roma Fiumicino e avvenivano sistematicamente a bordo degli aeromobili durante le operazioni di carico e scarico. Per la prima volta sono state adottate nelle indagini intercettazioni audiovisive a bordo degli aerei, dalle quali si è potuto appurare come i dipendenti (49 di essi appartenenti ad Alitalia) saccheggiassero sistematicamente i bagagli e arrivassero a danneggiarli nel momento in cui non riuscivano a forzarli.

Secondo il Codacons i passeggeri «hanno diritto non solo al rimborso dei danni patrimoniali subiti, ma anche ad un risarcimento per i danni non patrimoniali».

Secondo il comitato dell’associazioni in difesa dei consumatori, infatti, i passeggeri «nel caso non fossero già stati a suo tempo risarciti dalle compagnie aeree, potranno decidere di rivalersi costituendosi parte civile nell’eventuale procedimento penale».

I controlli e le raccomandazioni di sicurezza

Uno dei momenti più propizi per i malvimenti è sicuramente il controllo di sicurezza: in quel frangente, il passeggero è di fatto obbligato a riporre i propri valori nelle vaschette e passare sotto l’archetto del metal-detector. Se i controlli di sicurezza si protraggono per qualche secondo in più, viene meno il contatto visivo con i propri effetti personali che un malintenzionato può rapidamente far sparire approfittando del fatto che i passeggeri, una volta partiti, spesso non sporgono denuncia.

Secondo la Polaria, il 95% di questi furti viene facilmente smascherato grazie alle telecamere di sorveglianza.

La raccomandazione di Polaria, addetti handling e Codacons è quindi quella di tenere gli occhi bene aperti: oltre a non lasciare incustodito il proprio bagaglio (perchè potrebbe essere scambiato dalla sorveglianza per un ordigno), occorre prestare attenzione ai finti passeggeri che distraggono le proprie vittime (studiate in precedenza) e con la mano coperta da un cappotto afferrano il bagaglio e si allontanano verso l’imbarco.

Se il ladro viene fermato una volta a bordo dell’aereo, la norma antiterrorismo prevede che in caso di allontanamento di un soggetto da un aeromobile venga allontanato anche il suo bagaglio. Se questo alloggia in cabina poco male, ma se si trova in stiva vanno estratti tutti i bagagli, con una consistente perdita di tempo.

Inoltre, è bene non lasciare nei bagagli da stiva oggetti preziosi. Il bagaglio a mano, anche se pesante, è sempre nel nostro raggio visivo: è bene munirlo di lucchetto o combinazione. Se si tratta di bagaglio da stiva, meglio avvolgerlo nel cellophane: il costo è di pochi euro e scoraggia eventuali malintenzionati.