Lezioni non imparate. La sicurezza pro-attiva è urgente. Giulia Di Cato, 18 settembre 2017 Lezioni non imparate. La sicurezza pro-attiva è urgente. Giulia Di Cato, 18 settembre 2017

Lezioni non imparate. La sicurezza pro-attiva è urgente.

Giulia Di Cato, 18 settembre 2017

Lo shoe bomber Richard Reid, o meglio, colui che gli ha preparato le scarpe, non ha inventato nulla nel 2001: nel 1994 Ramzi Yousef, autore del primo attacco alle Torri gemelle di New York nel lontano 1993, aveva già utilizzato le scarpe per nascondere i componenti di un IED. Anche il complotto del 2006 nel Regno Unito in cui sarebbe stato usato dell’esplosivo liquido non è nulla di nuovo: il tipo di esplosivo ‘preferito’ di Yousef era la nitroglicerina stabilizzata, dunque esplosivo liquido, utilizzato a bordo di un volo delle Philippines Airlines nel 1994. Allora ci fu una sola vittima, il passeggero seduto sul dispositivo esplosivo di Yousef, da lui assemblato nella toilette dell’aereo. Non era un terrorista suicida, perciò scelse un volo che avesse uno stop intermedio. Probabilmente, per il tipo di professionalità e preparazione di Yousef, membro di al Qauida, fu solo un test per un piano ben più grande (Piano Bojinka).

E’ solo un mio pensiero, ma ho l’impressione che quando qualcosa accade dall’altra parte del mondo, intendo non in Occidente, la nostra tendenza è quella di non vedere e imparare la lezione in modo da poter prevenire che possa accadere da questa parte del mondo.

Vi sono stati molti casi in cui le scarpe sono state utilizzate per nascondere lame o droga; non era così difficile, con un minimo d’immaginazione, pensare che qualcuno avrebbe potuto nascondere i componenti di un IED o un intero IED nelle scarpe o persino negli indumenti intimi (come Mutallab fece nel 2009).  

Gli esplosivi liquidi, come dimostrato da Yousef che usò nel 1994 un apparente contenitore di liquido per lenti a contatto, non è un’invenzione del 2006…

Gli attacchi con lame per strada sono già successi in Israele prima che in Europa…

Una busta di plastica apparentemente abbandonata, uno zainetto apparentemente dimenticato per strada, o a bordo di un vagone o di un bus, contenente un IED (metropolitana di Londra 3 giorni fa, treni Madrid 2004, maratona di Boston 2013, ecc.) … nulla di nuovo…

Un terrorista infiltrato tra i dipendenti di un aeroporto (per esempio i due terroristi che lo scorso anno hanno compiuto un attentato all’aeroporto di Bruxelles avevano lavorato in quell’aeroporto come stagionali, facevano le pulizie, o ancora l’autore dell’attentato all’aereo della Metrojet nel 2015 era un dipendente dell’aeroporto di Sharm el Sheick, era del maintenance), in un magazzino, ecc. …nulla di nuovo…

Potrei fare molti altri esempi. Il fatto è che DOBBIAMO imparare da ciò che accade intorno a noi, anche se distante, perché i terroristi tendono a ripetersi, fatta eccezione per pochi casi. Non inventano nulla e noi non dobbiamo inventare nulla, dobbiamo solo osservare, analizzare, elaborare e provare a stare davanti a loro, non dietro.